Archive for Dicembre, 2008
Il libro ci presenta i personaggi e la vita all’interno di un lussuoso palazzo di Parigi, attraverso la doppia narrazione della portinaia Reneè e della dodicenne Paloma. Entrambe le protagoniste, di un’intelligenza fuori dal comune, si nascondono dal resto del mondo calandosi nello stereotipo della portinaia ignorante e un po’ tonta l’una e della introversa e asociale adolescente l’altra.
Le loro vite però verranno piacevolmente stravolte dall’arrivo di un ricco uomo giapponese (Kakuro Ozu) che riuscirà a comprendere e a far emergere la loro vera natura, riempiendole di inaspettate attenzioni.
Un po’ noioso nella parte iniziale, si riprende molto bene nel proseguo (in particolare con l’arrivo di Kakuro) coinvolgendo sempre più il lettore, che si appassiona alla storia della portinaia Reneé.
Finale poco scontato.
La frase:
Madame Michel ha l’eleganza del riccio: fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti.
L’eleganza del riccio
di Muriel Barbery
edizioni e/o 18€
Il libro a fumetti di Abadzis racconta la storia della piccola cagnolina Laika, il primo essere vivente ad andare nello spazio, purtroppo senza farne mai ritorno. La prospettiva di Abadzis è quella del cane e della sua breve ma avventurosa vita ed inevitabilmente tocca le corde sensibili di chi legge, soprattutto se si conviene con l’autore, in base alle cui ricerche l’unica ragione del lancio dello Sputnik II (a brevissima distanza di tempo dallo Sputnik I) è stata la propaganda e la smania di competizione dell’URSS contro gli USA.
Bellissimo ma sconsigliato ai deboli di cuore (ho pianto da metà libro in poi!)
L’immagine:
La foto della vera Laika alla fine del libro
Questo è il primo di una serie di tre libri di racconti gialli scritti da Asimov (ben più famoso per la fantascienza). Tutti i racconti sono ambientati in un club maschile formato da cinque amici che si riuniscono una volta al mese per una cena, portando a turno un ospite con un mistero da sbrogliare. Alle animate riunioni partecipa sempre anche una settima persona: il fidatissimo e onestissimo cameriere Henry, che fornisce sempre la chiave decisiva per la risoluzione dei casi di volta in volta posti all’attenzione dei membri del club.
I racconti si leggono piacevolmente, soprattutto la parte iniziale che è piuttosto dettagliata, invece la conclusione del caso è quasi sempre troppo affrettata (il che è forse inevitabile per la forma racconto) e soprattutto spesso di difficile raggiungimento. Nei gialli per eccellenza il lettore deve potenzialmente poter arrivare alla soluzione da solo, con gli indizi che vengono disseminati nel testo dall’autore, se l’autore poi è particolarmente bravo il lettore non dovrebbe in ogni caso arrivarci. In questo libro invece mi sembra che le soluzioni siano davvero di difficile raggiungimento e questo toglie un po’ del fascino insito in ogni giallo di sentirsi un po’ detective.
La frase:
Avalon disse: “Non mi viene in mente altro. Vogliamo sentire Henry?” Atwood sembrò perplesso e Avalon continuò: “Deve sapere, signor Atwood, che Henry, benchè sembri accontentarsi del piacere di servirci, è capace di vedere oltre le difficoltà”.
I racconti dei Vedovi Neri
di Isaac Asimov
edizioni Minimum fax 13.50€
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